La Giubiana è bruciata bene!

 

Ma chi è questa Giubiana ?!?

Il rogo di una effige che in molte culture europee si svolge al termine dell’inverno per significare la rinascita della natura, è di probabile origine celtica.

Per alcuni studiosi su queste origini antiche si innestarono i roghi delle effigi delle divinità pagane del IV secolo d. C. fra cui Giunone moglie di Giove (Jovana).

Nei diversi paesi ha assunto denominazioni e tradizioni diverse: ad esempio a Cantù la Giubiana sarebbe stata un traditrice della città, ma forse l’orgine è data dal tempio di Giunone che sorgeva a Galliano; a Como diventa “ul Genee”(maschile); nella bassa brianza é Gibiana, in Piemonte è il Giobbia ( Giovedì, da Giove); in Valtellina Zobiana a Varese Gioeubia, ecc.

Accompagna il falò una scorpacciata di risotto con luganega ( al nostro oratorio era veramente eccezionale) , perchè una leggenda narra che una mamma preparò questa delizia culinaria per tenere impegnata ad abbuffarsi la vecchia Giubiana, che voleva portarle via il bambino. sino al sorgere del sole , nemico delle streghe.

Il sole la illluminò e sparì per sempre.

Al di là delle leggende, dei riti ieri sera è stato un bel momento di incontro e di questo siamo tutti grati a chi ha contribuito a renderlo un piacevole evento: grazie quindi alle mamme e ai papà sempre presenti ad ogni iniziativa oratoriale, grazie alla Croce azzurra con la sua squadra di Protezione Civile che ha accompagnato il corteo e custodito il rogo e grazie a bambini tutti i tanti ragazzi e bambini che hanno fatto da corona all’imponente falò.

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