Tempo di Natale

2a settimana

     Il verbo si è fatto carne

Dopo esserci inteneriti davanti a un bambino nella notte santa e aver venerato la sua famiglia, la liturgia ci aiuta a capire la portata teologica di questo incontro. Questa è la storia di un Dio che ha preso corpo, si è fatto carne, ha condiviso la vita umana per il nostro bene, per la nostra salvezza.

Oggi tendiamo a pensarci salvi quando scampiamo a un pericolo, quando un medico o una terapia ci allunga la vita, quando fuggiamo un disagio o una fatica. Viceversa con la morte, la sofferenza, il male, ci sentiamo perduti.

Agli occhi di Dio tutto questo è un percorso che ci conduce a Lui, alla vita piena e alla luce vera. Sì, nella realtà terrena ci sono luci e tenebre, gioie e dolori, agi e disagi. I peccati che fanno male agli uomini nascono dalla loro libera scelta.

Per questo la Sapienza di Dio è venuta nel mondo, attraverso le opere e le parole di Gesù, un uomo impastato di Dio, della sua stessa sostanza. Quell’uomo ha mostrato la via per illuminare questo mondo.

Il mondo, duemila anni fa, l’ha rifiutato. Il potere l’ha ritenuto una minaccia, e ha provato a cancellarlo. Non c’è riuscito, perché ancora oggi quella Parola risuona per gli uomini di buona volontà. Chi sceglie di accoglierlo si sente figlio di Dio, amato da lui, e tiene accesa la fiaccola della speranza davanti a ogni male. Ha fiducia di incontrarlo nella gioia del seno del Padre.    

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